Quando pensate a una comunità integrata per anziani, forse immaginate soprattutto le stanze, gli spazi comuni, il giardino. Ma un luogo di cura è fatto prima di tutto di persone.
Chi assiste vostro padre o vostra madre di notte? Chi controlla che le terapie siano quelle giuste? Chi li aiuta a camminare di nuovo dopo una caduta? Chi gli tiene compagnia nel pomeriggio?
Dietro ogni giornata in comunità c’è un’équipe multidisciplinare: professionisti diversi che lavorano insieme, ognuno con un compito preciso, tutti con lo stesso obiettivo.
Gli operatori socio-sanitari (OSS)
Sono le persone che i vostri cari vedranno più spesso. Gli OSS si occupano dell’assistenza quotidiana: l’igiene personale, la vestizione, l’aiuto durante i pasti, gli spostamenti, il riposo.
Ma il loro lavoro non è solo pratico. Sono loro a notare se qualcuno ha dormito male, se ha meno appetito del solito, se oggi è più silenzioso. Sono loro a chiacchierare mentre aiutano a fare colazione, a chiamare una persona per nome, a conoscerne le abitudini e le piccole preferenze.
Gli OSS sono presenti ventiquattro ore su ventiquattro. Sono il primo punto di riferimento per i residenti e, spesso, anche per voi familiari.
Gli infermieri
Gli infermieri garantiscono la parte sanitaria dell’assistenza. Somministrano le terapie prescritte, controllano i parametri vitali, gestiscono le medicazioni, seguono le persone con patologie croniche e si coordinano con il medico di famiglia e con i servizi sanitari del territorio.
Se qualcosa cambia nelle condizioni di salute di un residente, sono loro a intervenire per primi e a decidere se è il caso di coinvolgere il medico. Per voi significa una cosa semplice: c’è sempre qualcuno che sa cosa fare.
I fisioterapisti
Con l’età, muoversi diventa più difficile. Una caduta, un’operazione, una lunga degenza possono togliere autonomia in poco tempo.
Spesso queste figure si muovono per le diverse strutture, e viene coinvolto nei casi di necessità.
Il fisioterapista lavora per mantenere e recuperare ciò che è possibile: la capacità di camminare, di alzarsi dalla sedia, di usare le mani. Programmi personalizzati, esercizi quotidiani, attenzione alla postura e alla prevenzione delle cadute.
L’obiettivo non è la prestazione, ma la dignità: continuare a fare da soli quello che si riesce ancora a fare.
Gli educatori e gli animatori
Una comunità non è solo assistenza. È anche vita.
Gli educatori organizzano le attività della giornata: laboratori, giochi, lettura del giornale, musica, momenti di festa, piccoli lavori manuali. Stimolano la memoria e l’attenzione, favoriscono le relazioni tra i residenti, aiutano chi è appena arrivato a inserirsi.
Sono loro a fare in modo che le giornate abbiano un ritmo, un senso, qualcosa da aspettare. E sono loro che tengono vivo il legame con il paese: le feste, le tradizioni, le visite di scuole e associazioni.
Lo psicologo
Entrare in una comunità è un passaggio delicato. Per chi ci entra e per chi accompagna.
Lo psicologo è a disposizione dei residenti per sostenerli in questo cambiamento, per ascoltare le loro paure, per aiutarli a ritrovare serenità in un ambiente nuovo. Lavora anche con l’équipe, perché prendersi cura di una persona significa capirla davvero.
Nelle comunità ADI 2009 lo psicologo è sempre presente al primo ingresso, per un colloquio con i familiari. È un momento pensato per voi: per raccontare chi è la persona che state affidando, per fare domande, per non sentirvi soli in una scelta che pesa.
L’assistente sociale
L’assistente sociale è il ponte tra la comunità, la famiglia e le istituzioni.
Vi accompagna nella fase di ingresso, vi aiuta con le pratiche burocratiche, tiene i rapporti con i servizi sociali del Comune e con l’ASL, valuta insieme all’équipe il progetto assistenziale più adatto a ogni persona.
Se avete dubbi su come funziona l’accesso, quali documenti servono, quali contributi esistono, è la figura a cui rivolgervi.
Il personale di cucina e dei servizi
Ci sono poi persone di cui si parla poco, ma senza le quali nulla funzionerebbe.
Chi cucina, e cucina pensando a chi ha problemi di deglutizione, a chi segue una dieta particolare, a chi ha semplicemente voglia di un piatto della tradizione. Chi si occupa della pulizia degli ambienti, della lavanderia, della manutenzione. Chi accoglie all’ingresso e risponde al telefono.
Sono le persone che rendono la comunità una casa. Un letto pulito, un profumo di cucina familiare, un ambiente in ordine: sono dettagli che fanno la differenza ogni singolo giorno.
Un’équipe, non una somma di ruoli
Quello che conta davvero non è l’elenco delle figure, ma il modo in cui lavorano insieme.
L’infermiere che segnala all’educatore che oggi una signora è più stanca. L’OSS che dice al fisioterapista che un signore ha ricominciato ad alzarsi da solo. Lo psicologo che aiuta l’équipe a capire perché una persona rifiuta il cibo. L’assistente sociale che tiene informata la famiglia.
Ogni residente ha un progetto assistenziale individuale, costruito e aggiornato da tutta l’équipe. Non un protocollo uguale per tutti, ma un percorso pensato per quella persona, con la sua storia e i suoi bisogni.
Vicini a casa, vicini a voi
Nelle comunità integrate ADI 2009, a Barrali, Decimomannu, Guspini, Nuragus, San Nicolò d’Arcidano, Serdiana, Siddi, Tuili e Uras ecc…, questa équipe lavora ogni giorno con un’idea precisa: chi entra in comunità non deve lasciare il proprio mondo.
Restare nel proprio paese significa che i familiari possono venire spesso, che gli amici di una vita possono passare a salutare, che le feste sono quelle di sempre. E significa anche che chi lavora in comunità spesso è del territorio: conosce le famiglie, parla la stessa lingua, condivide le stesse radici.
Se volete conoscere da vicino chi si prenderà cura del vostro caro, venite a trovarci. Le porte delle nostre comunità sono aperte, e le persone che ci lavorano saranno felici di presentarsi.
